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Porto di San Giorgio di Nogaro:la sicurezza è "su misura"
"L'utilità dell'impianto va oltre la security e si spinge fino a contribuire ad una migliore logistica del Porto"

La Sfida: Il Porto di San Giorgio di Nogaro in provincia di Udine è, con Trieste e Monfalcone, una delle tre strutture portuali attive nella regione Friuli Venezia Giulia. Si tratta di un porto fluviale, accessibile dal mar Adriatico, che si articola nelle due strutture pubbliche di Porto Vecchio e Porto Magreth e nella banchina privata delle ex Industrie Chimiche Caffaro. L'area portuale ospita un raccordo ferroviario, magazzini coperti e aree di stoccaggio scoperte e movimenta circa 1,6 milioni di tonnellate di merci di vario tipo. La responsabilità delle infrastrutture spetta al Consorzio per lo Sviluppo Industriale della zona dell'Aussa Corna, il braccio operativo della Regione Friuli che opera in collaborazione con la Capitaneria di Porto e la Guardia di Finanza. In questa veste il Consorzio ha avviato il progetto che, in prima istanza, aveva l'obiettivo di dare attuazione all'ISPS Code (International Ship and Port Facility Security Code) che obbliga le aree portuali a dotarsi di standard di sicurezza analoghi a quelli degli aeroporti.

Fin dal primo momento, però, è stato chiaro che l'obiettivo finale, da raggiungere con successivi interventi di ampliamento dell'impianto, era quello di garantire il completo monitoraggio delle persone e delle merci in transito nelle diverse aree del Porto se non, addirittura, di arrivare ad una gestione unificata dei tre porti della regione. La Soluzione: É notte fonda quando un mezzo sfonda un cancello della recinzione del Porto di San Giorgio di Nogaro. Il proprietario del mezzo e il Consorzio per lo Sviluppo industriale della zona dell'Aussa Corno, responsabile delle infrastrutture del Porto, danno una contrapposta ricostruzione dei fatti. Per il proprietario il cancello era già a terra prima dell'incidente, per il Consorzio a causare il danno è stato proprio il mezzo. A chiarire ogni cosa pensano le telecamere dell'impianto di videosorveglianza appena installate che riescono a documentare tutte le fasi dell'incidente cancellando ogni possibile dubbio. Comincia così la "storia" del sistema di sicurezza commissionato dal Consorzio a Esa Service Srl. Un esordio tanto più fortunato se si considera che le telecamere a 360° con ottica fissa erano state attivate nell'ambito di una fase di test prima della definitiva consegna dell'impianto.
Da allora il sistema di sicurezza ha offerto altre prove delle proprie qualità, forse meno eclatanti, ma altrettanto solide, tanto che per il "Responsabile Area Logistica del Consorzio" "l'utilità dell'impianto va oltre la security e si spinge fino a contribuire ad una migliore logistica del Porto. La consapevolezza della presenza di un sistema di videosorveglianza che assicura il monitoraggio 24 ore su 24 di tutta l'area portuale ha indotto visitatori ed addetti ai lavori a modificare il proprio atteggiamento nei confronti delle procedure di sicurezza. Con il risultato che molti si sentono in dovere di adottare comportamenti corretti sul lavoro, ad esempio indossando sempre il casco, e che la maggior parte dei veicoli in movimento si attiene ai limiti di velocità stabiliti".

La flessibilità come imperativo categorico

Dopo un'attenta ricognizione del mercato e delle soluzioni da esso proposte, il Consorzio decide di affidarsi alla Esa Service di Noventa Padovana per la sua capacità di soddisfare l'esigenza di costruire un sistema tagliato a misura della realtà del Porto di Nogaro. L'ampia compatibilità con le telecamere esistenti sul mercato, la possibilità di prevedere diversi centri di controllo (al Porto di Nogaro ne sono stati creati cinque), la capacità di supportare una struttura di comunicazione con sistemi misti fibra ottica, wireless, e linea telefonica ad alta velocità e la scalabilità che consente di integrare le tecnologie più evolute (dalla lettura delle targhe all'analisi video). Sono queste le funzionalità del sistema Milestone che più hanno convinto un committente alla ricerca di una soluzione capace di adattarsi completamente alla sua variegata realtà presente e, per quanto possibile, futura.
Un impianto che offre i vantaggi delle tecnologie più evolute Il sistema è stato progettato da Maurizio Barbo Direttore Progetti della Esa Service su misura per la realtà sangiorgina.


L'impianto utilizza le più evolute tecnologie disponili nel mercato, come le telecamere digitali iPix 3Megapixel a ripresa fissa di 360° e brandeggiabili del tipo speed dome a 35x con stabilizzatore d'immagine, installate lungo la banchina e nei punti a più alto rischio. Per la protezione della banchina si è voluto un intercavallamento tra telecamere a 360° con ottica fissa e Speed Dome per poter usufruire delle funzioni di zoomata e della capacità di dettaglio delle seconde senza dover rinunciare alla capacità delle prime di non perdere l'evento. La movimentazione delle merci sulla banchina richiede l'utilizzo di mezzi pesanti, gru o muletti, per il carico e lo scarico delle navi con il rischio di incidenti che vanno dal semplice rovesciamento del carico fino all'infortunio vero e proprio. In questi casi le Autorità Competenti chiedono di poter disporre di filmati che consentano di ricostruire nel minimo dettaglio le dinamiche dell'evento. Un'esigenza che può essere soddisfatta soltanto dalle telecamere a 360° fisse che montano un'ottica capace di vedere a destra, a sinistra in alto e in basso contemporaneamente sia in diretta che in registrato".
Per snellire le operazioni al blocco doganale senza rinunciare ad elevati livelli di sicurezza, ai varchi sono stati posizionati sistemi per la lettura automatica delle targhe di tutti i mezzi in ingresso ed in uscita. Gli accessi del personale autorizzato, invece, sono controllati con tessere badge a tecnologia trasponder abbinate a codici identificativi personali.
L'impianto è stato inaugurato a settembre del 2007 alla presenza di diversi rappresentanti del mondo militare, politico ed economico nazionale e regionale. Tra gli altri sono intervenuti l'Ammiraglio Paolo Castellani, Comandante della Direzione Marittima di Trieste della Capitaneria di Porto, l'On. Filippo Ascierto della Commissione sicurezza della Camera dei Deputati, , Lodovico Sonego Assessore regionale ai Trasporti e l'Arch. Pietro Del Frate Sindaco del Comune di San Giorgio di Nogaro.


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